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Presentazione
Il XV Congresso della S.It.E. ha come tema generale Ambiente,
Risorse e Sviluppo. È un pensiero largamente condiviso che lo
sviluppo è possibile solo se la crescita economica è compatibile
con la disponibilità di risorse ambientali in senso lato e se persegue
l'obiettivo di un costante miglioramento della qualità della vita, nell'armonia
tra attività umana e natura.
Nella realtà è sempre più evidente la "disarmonia"
tra l'uomo e l'ambiente naturale: l'uomo consuma risorse energetiche e materiali
forzando la disponibilità del pianeta, sottrae habitat alle specie selvatiche,
altera la qualità dell'ambiente naturale e del suo stesso ambiente di
vita.
Innegabili sono le evidenze di questa separazione tra uomo
e natura, sia a livello locale e regionale (inquinamenti di aree industriali
ed urbane, di interi bacini fluviali, difficoltà di sopravvivenza di
popolazioni naturali per frammentazione del loro habitat), sia a livello globale
(riduzione delle fonti idriche e del suolo coltivabile, effetti dell'agricoltura
intensiva, deforestazione, alterazione dei processi atmosferici e del clima).
Nei paesi emergenti un'economia in cerca di rapidi profitti ricorre spesso all'uso
improprio ed inefficiente della tecnologia; nei paesi sviluppati, l'esigenza
di mantenere sistemi economici sempre più complessi porta alla necessità
di una crescita costante della produzione, con costi ambientali sproporzionati.
I costi ambientali della produzione sono stati finora scarsamente
considerati nei bilanci aziendali e nazionali. Se venissero convenientemente
valutati e introdotti tra le passività interne, risulterebbe chiara la
forte anti-economicità dello sfruttamento eccessivo delle risorse, per
gli effetti anche sociali dell'inquinamento e delle inevitabili operazioni di
ripristino territoriale.
Tuttavia, la tecnologia e i sistemi di gestione ambientale possono dare il loro
contributo allo sviluppo durevole, orientando i processi produttivi, aumentandone
l'efficienza e la compatibilità. L'Ecologia, a sua volta, può
fornire indicazioni fondamentali, prospettando come obiettivo per i processi
economici il modello di sostenibilità sul quale si regolano le popolazioni
naturali, ovvero l'adeguamento dei consumi alla capacità di carico dell'ambiente,
in relazione ai tempi di riciclo delle risorse.
È fuor di dubbio che il pianeta, come ambiente per l'uomo, ha dei limiti
fisici e biologici che determinano la capacità di carico complessiva
del pianeta stesso per le attività umane, dettate dalle esigenze di benessere
di popolazioni in crescita. L'Ecologia, approfondendo la conoscenza delle funzioni
degli ecosistemi e dell'ecosfera, tende a definire questi limiti, in condizioni
di risorse finite e di tempi di riciclo più o meno lunghi.
Su questa "navicella spaziale" che è il nostro
pianeta, ove ogni attività umana deve essere tenuta sotto controllo essendo
ormai quasi completa la colonizzazione degli ecosistemi terrestri da parte dell'uomo,
l'economia può generare sviluppo non solo adottando strategie di competizione,
ma anche attraverso comportamenti cooperativi, come accade nelle comunità
naturali più evolute e diversificate.
Per gli ecologi, di fronte a sistemi e problemi complessi, in
uno scenario di forti urgenze, è giunto il momento di andare ad una collaborazione
più stretta e generalizzata con i ricercatori che si occupano di risorse
e di ambiente sotto ottiche finora diverse, in primo luogo con gli economisti.
Il XV Congresso Nazionale S.It.E. affronterà dunque il tema della società
dei consumi e dei suoi effetti sui sistemi naturali e sui sistemi socio-economici,
argomento peraltro al centro delle grandi Conferenze mondiali sullo sviluppo
sostenibile.
Nelle sedi dell'Università degli Studi e del Politecnico
di Torino ricercatori italiani e stranieri discuteranno di ecologia e dei principali
problemi da affrontare per perseguire un ragionevole equilibrio fra le esigenze
di crescita socio-economica e di tutela dell'ambiente e del territorio. Intento
non ultimo è quello di fornire risposte scientifiche e tecniche alle
indicazioni della più recente ed innovativa politica ambientale della
Comunità Europea che vede nella conservazione e gestione degli ecosistemi
e in un più corretto uso delle risorse le basi irrinunciabili dello sviluppo
sostenibile.
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