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S2.12 - Gli effetti dell'abbandono dei sistemi silvo-pastorali sull'avifauna
alpina
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Laiolo Paola (1),
Rolando Antonio (2)*
| (1) |
Dept. of Applied Biology, Avenida M. Luisa s/n, 41013 Sevilla,
Spain |
| (2) |
Dipart. di Biologia Animale e dell'Uomo, Università degli
Studi di Torino, Via Accademia Albertina 13, 10123 Torino, Italia |
| * |
antonio.rolando@unito.it |
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La cessazione delle attività silvo-pastorali in ambito alpino è un
fenomeno che inizia ad aver significative ripercussioni ambientali. Le
foreste di certe aree, da tempo abbandonate, presentano ora condizioni di
wilderness di ritorno. La pastorizia d'alpeggio è in forte regressione e
l'effetto dell'assenza del pascolo facilita la ricolonizzazione arbustiva ed
arborea. In questa sede vengono presentati i risultati di due studi che
documentano l'effetto della cessazione delle attività selvicolturali
(Parco Nazionale della Val Grande) e pastorali (Parco Nazionale del Gran
Paradiso) sull'avifauna. I risultati ottenuti indicano con chiarezza che in
entrambi i casi la cessazione dell'attività antropica determina un
significativo aumento della diversità ornitica. Tuttavia, in termini
conservazionistici, se l'abbandono delle foreste ha effetti positivi di
ristrutturazione delle comunità, l'abbandono dei pascoli induce invece
effetti negativi di destrutturazione, con la diminuzione proprio delle specie
più meritevoli di conservazione. L'analisi dell'avifauna dei pascoli ha
messo in evidenza come l'impiego del parametro diversità a fini di
conservazione possa essere fuorviante quando si paragonano stadi serali
nettamente distinti (nel caso specifico, le aree ancora pascolate paragonate a
quelle abbandonate da tempo) e come i risultati conseguiti a scala di settore,
per quanto l'estensione considerata possa apparire significativa, non vadano
acriticamente generalizzati.
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a cura di Comoglio, Comino, e Bona
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