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S2.10 - Il declino degli anfibi in Italia: un approccio filogeografico alla
conservazione delle specie ed all'identificazione delle riserve di
diversità genetica
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Canestrelli Daniele (1),
Cimmaruta Roberta (1),
Nascetti Giuseppe (1)*
| (1) |
Dipart. di Ecologia e Sviluppo Economico Sostenibile,
Università degli Studi della Tuscia, Via S. Giovanni Decollato 1, 01100
Viterbo, Italia |
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nascetti@unitus.it |
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Una delle principali sfide alla moderna biologia della conservazione animale
è certamente il Global Amphibian Decline, un fenomeno la cui gravità
è emersa definitivamente in un recente rapporto dell'IUCN. In ambito
europeo, l'Italia è certamente tra i paesi a maggior ricchezza di specie
di Anfibi, gran parte delle quali endemiche. Ciò nonostante, quadri
organici sullo stato delle popolazioni degli Anfibi italiani, così come
studi volti a determinare le priorità di conservazione, sono decisamente
scarsi e basati su considerazioni di carattere qualitativo piuttosto che su
una solida base sperimentale. Questo studio si propone di contribuire a
colmare tali carenze fornendo un primo contributo all'individuazione per la
batracofauna italiana di aree geografiche ad elevata priorità di
conservazione perché riserve di diversità genetica. A tal fine sono
state studiate la struttura, i livelli e la distribuzione geografica della
diversità genetica, con marcatori sia nucleari che mitocondriali, in
popolazioni di quattro entità endemiche italiane: Bombina variegata
pachypus, Salamandra salamandra gigliolii, Salamandrina
terdigitata, Salamandrina perspicillata. I risultati ottenuti verranno
comparati tra loro e ne verranno discusse le implicazioni per l'individuazione
degli hot-spot di variabilità genetica in Italia, per la comprensione dei
fenomeni evolutivi che li hanno generati e per l'elaborazione degli interventi
necessari alla loro conservazione.
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a cura di Comoglio, Comino, e Bona
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