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P5.21 - I licheni come indicatori di pregio in Italia centrale

Ravera Sonia (1)*

(1) Dipart. di Biologia Vegetale, Università degli Studi di Roma 'La Sapienza', Piazzale A. Moro 5, 00185 Roma, Italia
* sonia.ravera@uniroma1.it

Nell'ambito delle tecniche di biomonitoraggio, i licheni occupano un ruolo preminente grazie alle loro particolari caratteristiche fisiologiche ed ecologiche. Le variazioni delle comunità sono impiegate per il calcolo dell'Indice di Biodiversità Lichenica (I.B.L.) la cui interpretazione permette di fornire indicazioni sull'inquinamento atmosferico. Al fine di caratterizzare qualitativamente 25 stazioni rilevate in Umbria con la metodica ANPA, sono stati selezionati alcuni indicatori in modo da permettere l'attribuzione di un grado di pregio a ciascuna stazione. Gli indicatori sono stati scelti facendo riferimento a quelli utilizzati per la stesura delle carte della Natura considerando il valore ecologico-ambientale (ricchezza floristica e rarità), la sensibilità ecologico-ambientale (numero di specie in lista rossa) e la pressione antropica (poleofobia) di ciascuna stazione; infine, questi 4 valori sono stati sintetizzati in un 'indice di pregio'. Si ritiene che l'approccio adottato rappresenti uno strumento complementare all'I.B.L. per l'interpretazione del grado di alterazione ambientale. Nel caso di studio proposto, la valutazione di pregio conferma l'andamento generale riscontrato con gli I.B.L., ossia la tendenza ad un maggior grado di naturalità procedendo da ovest verso est, ma valorizza aree che risulterebbero caratterizzate da un'alterazione più o meno elevata, pur essendo soggette da tempo a vincoli protezionistici di varia natura.


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