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P5.1 - Interazione tra dati chimici e biomarkers per la valutazione della
qualità ambientale
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Binelli Andrea (1)*,
Ricciardi Francesco (1),
Riva Consuelo (1),
Provini Alfredo (1)
| (1) |
Dipart. di Biologia, Università degli Studi di Milano, Via
Celoria 26, 20133 Milano, Italia |
| * |
andrea.binelli@unimi.it |
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La qualità ambientale di un corpo idrico può essere definita sia
attraverso la caratterizzazione chimico-fisica della matrice abiotica sia
mediante l'approccio biologico, anche se sarebbe auspicabile creare un
collegamento tra concentrazione nella matrice abiotica, livello
dell'inquinante raggiunto negli organismi e possibili effetti avversi. In
questo studio sono stati utilizzati sia i dati chimici, provenienti dal
biomonitoraggio sul bivalve Dreissena polymorpha, sia quelli biologici,
attraverso l'impiego di due biomarkers (attività AChE ed EROD), in modo da
poter valutare la qualità ambientale dei grandi laghi subalpini italiani
(Maggiore, Lugano, Como, Iseo, Garda) nei confronti di alcune classi di
composti impiegati in agricoltura e nell'industria. Il campionamento di 15
differenti siti ci ha permesso di ottenere sia un'impronta di contaminazione
chimica, sia alcuni effetti biochimici. Abbiamo così ottenuto degli
indici di qualità ambientale sito-specifici per ciascuno dei 2 approcci
utilizzati. Mettendo insieme i risultati ed ottenendo, dunque, una valutazione
della qualità ambientale complessiva, abbiamo rilevato che per alcune
stazioni di campionamento i due tipi di dati presi singolarmente avrebbero
portato a conclusioni differenti. In conclusione, tale approccio ha
evidenziato una buona qualità del Lago di Lugano, una discreta condizione
ambientale per il Lago di Como, Garda ed Iseo e una scadente o addirittura
pessima situazione per il Lago Maggiore.
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a cura di Comoglio, Comino, e Bona
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