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S1.10 - Applicazione delle membrane SPMD per valutare la presenza di contaminanti
organoclorurati nei sedimenti
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Guzzella Licia (1)*,
Di Caterino Filomena (1),
Valsecchi Sara (1)
| (1) |
CNR-IRSA, Istituto di Ricerca sulle Acque, Via della Mornera 25,
20047 Brugherio (MI), Italia |
| * |
guzzella@irsa.cnr.it |
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La valutazione della biodisponibilità di contaminanti presenti nei
sedimenti può essere effettuata mediante l'uso di sistemi artificiali, che
simulano i fenomeni di bioaccumulo negli organismi viventi. Le membrane SPMD
(Semi Permeable Membrane Devices) sono costituite da sottili tubi in
polietilene a bassa densità contenenti trioleina e rappresentano un metodo
di campionamento passivo recentemente sviluppato e di facile utilizzo. La
trioleina è una sostanza apolare (886 D), presente anche nei lipidi delle
membrane biologiche, con elevata affinità soprattutto per i composti
organici con Kow compreso tra 5 e 8. Gli esperimenti sono stati condotti
esponendo le membrane SPMD a sedimenti lacustri, campionati in tre stazioni
della Baia di Pallanza (Lago Maggiore), e ai sedimenti di tre tributari del
Lago stesso (Toce, Tresa e Boesio), al fine di valutare la frazione di
composti organoclorurati biodisponibile per l'accumulo negli organismi. La
loro concentrazione è stata confrontata con quella misurata nell'acqua
interstiziale, ottenuta per centrifugazione dal sedimento. Inoltre, sono stati
condotti saggi di bioaccumulo in Lumbriculus variegatus; esemplari
adulti dell'oligochete sono stati esposti, per 28 giorni, al sedimento dei tre
fiumi ed i risultati sono stati confrontati con i valori ottenuti in membrane
esposte per 28 giorni agli stessi sedimenti.
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a cura di Comoglio, Comino, e Bona
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