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S1.2 - Elutriazione e saggio algale per lo studio della tossicità di
sedimenti tropicali inquinati.
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Manente Sabrina (1)*,
Bonollo Giulia (1),
Mao Andrea (1),
Perin Guido (1)
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Dipart. di Scienze Ambientali, Università Ca' Foscari di
Venezia, Calle Larga S. Marta 2137 - Dorsoduro, 30123 Venezia, Italia |
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manente@unive.it |
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La tossicità di elutriati di sedimento proveniente da due zone inquinate
di un'area tropicale (Baia di Guanabara, Rio de Janeiro, Brasile) è stata
studiata, applicando il saggio algale di crescita a 5 gg con Skeletonema
costatum. Gli elutriati sono stati testati, in doppio, diluendo 1:10 e 1:4 e
come tal quale (TQ).
E' interessante notare che gli elutriati corrispondenti ai campioni
provenienti dalla zona posta a N-NO della Baia, molto inquinata da metalli
pesanti (in particolare Cr: 125-311 g /g, Cd: 0,643-0,802 g /g,
Cu: 58-89 g /g, Zn: 261-307 g /g) non permettono come TQ la
crescita di S. costatum, mentre la diluizione 1:10 e quella 1:4
presentano tassi di inibizione mediamente equiparabili. Saggiando, invece, gli
elutriati ottenuti da campioni di sedimento della zona verso lo sbocco
sull'Atlantico della Baia, meno inquinata da metalli pesanti (Cr: 16-68
g /g, Cd: 0,113-0,676 g /g, Cu: n.d.-62 g /g, Zn:43-230 g
/g), il TQ permette una seppur minima crescita algale, la diluizione 1:4 una
crescita in media di poco inferiore al controllo, mentre per quella 1:10 si
è registrata una stimolazione che raggiunge punte del 37%.
Si ipotizza perciò che il favorito ricambio idrico prossimo all'oceano
porti una maggiore dispersione dei metalli rilasciati all'interfaccia
acqua/sedimento, evento che si renderebbe corresponsabile (microstimolazione)
del grande sviluppo algale osservabile in superficie.
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a cura di Comoglio, Comino, e Bona
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